Quali sono le ultime normative per chi vende il proprio oro ai Compro oro

Con l’introduzione del Decreto Legislativo 25 maggio 2017, n. 92 e la sua pubblicazione all’interno della Gazzetta Ufficiale numero 142 dello scorso giugno, lo Stato Italiano vuole porre la sua attenzione alle normative in vigore che regolano l’attività dei compro oro.
Tale esercizio commerciale risulta essere molto diffuso in Italia, per questo motivo il governo ha emanato una serie di novità per monitorare al meglio le attività in questione.
Brevemente verranno elencate tutte le modifiche che riguardano gli esercenti di questa tipologia.

Attenzione ai Compro oro che non rispettano queste regole

Una delle prime novità davvero molto importanti è sicuramente quella che introduce una sorta di licenza e di registro dei compro oro.
Infatti per poter operare all’interno di questo campo è necessario possedere una sorta di qualifica (che abilita la persona ad aprire un esercizio commerciale che commercia materiali preziosi) modo tale da poter essere registrato all’interno dell’albo specifico.

Le imposizioni da seguire però non sono finite qui, infatti le nuove normative regolano anche i pagamenti.

I soggetti titolari di un compro oro infatti, dal momento d’entrata in vigore della nuova legge, grazie al decreto antiriciclaggio, non potranno più emanare pagamenti in contanti se la cifra in denaro supera la soglia dei cinquecento euro.
Per tutti i pagamenti che dovessero oltrepassare tale limite, si dovrà fare ricorso all’utilizzo di una forma di pagamento che consenta di essere tracciata. L’utilizzo del contante viene quindi limitato a rari casi e, al contrario, viene prediletto l’uso della moneta elettronica, degli assegni cartacei, l’uso di carte di credito, ecc.
Prima di incassare qualsiasi tipo di pagamento, inoltre, è fondamentale che venga redatto un modulo all’interno del quale verrà chiesto di specificare, oltre ai dati personali del cliente, anche il totale della somma pagata, il metodo di pagamento prescelto dall’acquirente e la descrizione del bene che si è scelto di acquistare.
Il Decreto Legislativo del 25 maggio 2017 sancisce inoltre le penalità nelle quali è possibile incorrere in caso di mancato rispetto delle normative sopracitate.
Ad esempio, nel caso in cui il titolare di un compro oro non dovesse essere in possesso dell’apposita licenza o non dovesse risultare regolarmente iscritto all’albo, può essere costretto a pagare multe che variano dai duemila ai diecimila euro. Lo stesso discorso vale anche nel caso in cui non vengano rispettati gli obblighi sanciti dall’OAM (organismo degli agenti e dei mediatori creditizi).

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